#142- La musica arabo andalusa - Flamenco Chiavi in Mano Podcast

#142- La musica arabo andalusa - Flamenco Chiavi in Mano Podcast

Author: Sabina Todaro November 14, 2025 Duration: 29:18
Abbiamo spesso incontrato il termine "musica arabo-andalusa" e potremmo pensare che indichi una fusion fra musica araba e flamenco.  Si tratta di tutt'altra coas, invece.
Iniziamo l'analisi con un brano di Paco de Lucía dedicato a Ziryāb. Nel 1990 Paco de Lucía pubblicò un intero CD dedicato a Ziryāb, e in un concerto a Siviglia suonò  con due chitarristi, suo nipote, José María Bandera e Juan Manuel Cañizares.
Ma chi era Ziryāb?
Ziryāb, ossia Abū al-Ḥasan ʿAlī ibn Nāfīʿ, nasce intorno al 789 nell’area dell’attuale Iraq, probabilmente vicino a Baghdad; l’origine etnica è dibattuta (persiano, curdo, africano o arabo). Il nome d’arte significa “usignolo nero” o “merlo”, indicazione della dolcezza della voce e della carnagione scura. Da giovane si formò alla corte abbaside di Hārūn al‑Rashīd a Baghdad, presso il maestro di musica ʿIshāq al‑Mawsilī, e si distinse perle sue qualità artistiche. Lasciò Baghdad, forse in fuga per rivalità con il suo maestro. Dopo un periodo in Nord Africa, intorno al 822 si trasferì alla corte di ʿAbd al‑Raḥmān II a Córdoba, allora centro politico e culturale dell’Islam occidentale.
A Córdoba Ziryāb non si limitò alla musica: promosse innovazioni nella musica e divenne un vero influencer dell'epoca, tanto che lo stile estetico e di vita della corte andò modellandosi su di lui. Morì intorno all’857 d.C. a Córdoba, lasciando un’eredità che abbraccia costume, moda, gastronomia e performance.
A Córdoba la musica classica araba di Baghdad si fuse con tradizioni visigote-cristiane e berbere nord-africane: questo è il seme della musica che oggi definiamo “musica arabo-andalusa”.
Nel contesto di al-Andalus e grazie all'impulso dato da Ziryab, sorsero nuove forme poetico-musicali: il muwashshah (che significa ornato, ricamato) canto accompagnato da musica, in lingua colta e lo zajal in lingua dislettale. Lo zajal è una cantillazione più che un canto.

Ascoltiamo un esempio di zajal del più famoso poeta del genere, Ibn Qūzmān (Córdoba ca. 1080-1160). Ti ricordo il Trovo, forma poetica che esiste ancor oggi in Spagna.
Per capire come suona un muwashshah ascoltiamo la voce della cantante libanese Fairuz nell’esecuzione di “Jādaka al-Ghaithu”, panegirico dedicato al sultano Muhammad V of Granada verso la fine del 1300.

Con il declino del potere arabo in Spagna nel XIII secolo e la caduta dell’ultimo emirato musulmano a Granada nel 1492, la cultura musicale trovò rifugio nel Maghreb (Marocco, Algeria, Tunisia).  Da tempo gli arabi avevano perso potere in Al Andalus ed era iniziato un processo di espulsione, conversione forzata e migrazione delle comunità musulmane (e spesso ebraiche) verso il Maghreb. Queste migrazioni portarono con sé tradizioni musicali e culturali dell’Andalusia.

La "musica arabo andalusa" o “musica ispano-araba” era musica colta, di corte. Le narrazioni che la collegano direttamente al flamenco appartengono al mito: utili come simboli, non come fatti documentati.

L'evoluzione della musica di Al Andalus nel mondo arabo generò le forme della nūba in Nord Africa  e della wasla in Medio Oriente.
Nūba (plurale nūbāt) significa “turno” o “successione”: è una suite musicale colta della tradizione di al-Andalus trasmessa nel Maghreb, costruita su un maqām (modalità musicale) con sezioni ritmiche (mīzān/wazn) che cambiano e spesso accelerano. 
Wasla (plurale waslat) significa “connessione” o “sequenza”: indica un concerto o suite della tradizione classica araba orientale, centrata su un maqām, concatenazione di brani strumentali/vocali, introdotta tramite dulab, un fenomeno paragonabile al compas. Il compas è un modo di esprimere la frase ritmica e gli accordi principali della chitarra inun paricolare genere flamenco, il dulab esprime l'atmosfera musicale di un maqam attraverso un motivetto orecchiabile e facile da ricordare, che si ripete più volte nel concerto, a ricordare il tema ai partecipanti.

Il Flamenco Chiavi in Mano podcast è un viaggio sonoro condotto da Sabina Todaro, che propone una chiave di lettura rivoluzionaria per avvicinarsi all'essenza culturale e musicale del flamenco. Questo non è un semplice corso o un elenco di nozioni, ma un'esplorazione profonda che utilizza la logica e l'intuizione per svelare i meccanismi di un'arte complessa e appassionante. Ascoltando questo podcast, ci si immerge in un racconto che tratta il flamenco come un fenomeno vivo, analizzandone tutti gli aspetti possibili, dalla storia alle strutture ritmiche, dalle emozioni alla sua pratica quotidiana. L'obiettivo è fornire strumenti di comprensione che vadano oltre la tecnica, trasformando la conoscenza in uno strumento utile per la vita stessa. Sabina Todaro guida l'ascoltatore con un approccio accessibile e coinvolgente, rendendo chiari concetti spesso considerati di nicchia. È un percorso dedicato a chi vuole davvero capire, non solo superficialmente, ma connettendosi con il cuore di questa espressione artistica. Ogni episodio è un tassello per costruire una visione d'insieme, dove la musica e il commento si intrecciano per narrare storie, spiegare contesti e liberare la potenza emotiva del flamenco. Per chi è curioso di iniziare o per chi desidera approfondire con una prospettiva nuova e illuminante, questo podcast offre le chiavi per aprire le porte di un mondo ricco di suono e significato.
Author: Language: Italian Episodes: 100

Flamenco Chiavi in Mano podcast
Podcast Episodes
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