#147 - Palos de ida y vuelta: La Guajira (seconda parte) - Flamenco Chiavi in Mano podcast
Author: Sabina Todaro
April 23, 2026
Duration: 18:03
Continuiamo a parlare della Guajira.
Ascolta il podcast n. 146 e anche il n. 109 che era dedicato alla salida del cante por guajira.
La Niña de los Peines ha reso il cante por guajira molto più flamenco, cosa che ha fatto con tantissimi palos. D'altra parte in 258 incisioni fra il 1910 e il 1950 non c'è da stupirsi che abbia arricchito tantissimi palos. Nel 1917 incide due guajiras con Currito de la Jeroma. Portò dignità jonda al palo attraverso una tecnica vocale scura e solenne, che diede una svolta al palo in una direzione artistica. Con il suo apporto, il cante flamenco rimane ancorato alle sue origini vere, non corrotte da esigenze commerciali.
Specifichiamo che si tratta di un cante che si svolge in modalità maggiore, con atmosfere allegre e serene. La chitarra suona in Mi maggiore, quindi "por arriba", e se non accompagna il cante può suonare por medio, in La maggiore, ma nell'accompagnamento por arriba si sentono di più le note gravi della chitarra, che offrono un'atmosfera particolare.
La frase ritmica è il compás di amalgama, 123 123 12 12 12, cosa che troviamo nella storia di gran parte del flamenco.
Parlando della guajira non si può prescindere dal prezioso contributo del genio creativo di Pepe Marchena: creatore della "guajira marchenera", quasi più recitata che cantata, non ballabile. Da lui nacque un’intera maniera di cante por guajira. Ascoltiamo la sua versione di "La mulata es un terron", che poi ascolteremo cantata da Juanito Valderrama: Valderrama, essendo un grande ammiratore e "erede" stilistico di Pepe Marchena, prese lo schema della décima cubana e lo arricchì con melodie che evocavano i paesaggi tropicali (il palmar e il bohío, ovvero la capanna tipica dei guajiros cubani). Ha fissato lo standard moderno di precisione vocale. Lo stile odierno è molto influenzato dalla sua forma chiara e formale, più stabile rispetto all'improvvisazione libera di Marchena.
Il suo modo di cantare la stessa letra che hai ascoltato dalla voce di Pepe Marchena è più quadrato, stabile e stilizzato, e quindi anche più copiabile da altri cantaores. Infatti ha influenzato i cantaores di oggi. La voce di Valderrama ha chiarito un modo di cantare, lo ha reso più comprensibile e meno "stra-personale", come era quello di Marchena.
La guajira è un baile tradizionalmente femminile, ma questo non significa che non lo possano ballare anche gli uomini. Usa accessori: ventaglio e mantón de Manila e anche una piccola coda, che permettono movimenti rotondi e continui, che somigliano molto al cante stesso, che è pieno di melismi.
Ovviamente della evoluzione coreutica si sa poco: le origini più sensuali ed istintive di Pepa de Oro e la stilizzazione della Mejorana, bailaora elegante e bella, attenta a ogni dettaglio.
La guajira si è sviluppata come baile nella Scuola Sevillana, rappresentata da Matilde Coral (uso del ventaglio e bata de cola), e portata al vertice moderno da Merche Esmeralda e Milagros Menjíbar. Si trovano su youtube delle registrazioni.
Per quanto riguarda la chitarra por guajira, è interessante notare il lavoro di Ramón Montoya e Niño Ricardo che crearono le falsetas che imitano il laúd cubano, con il pizzicato, definendo l'armonia solare del palo.
Le esigenze del baile hanno generato anche la Guajira Breve: Variante metrica che riduce lo schema da 10 a 4 versi (solitamente una quartina ottosillaba), e la letra che dura 6 compás. Nonostante la contrazione testuale, mantiene intatta la struttura musicale e il compás di amalgama, servendo spesso come chiusura o cambio dinamico soprattutto durante il ballo. Trovi queste letras brevi solo dal vivo quando c'è il baile.
Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e di musiche e danze del mondo arabo dal 1985. Dal 1990 insegno baile flamenco a Milano, ed un lavoro sull'espressione delle emozioni attraverso musiche e danze del mondo arabo che ho chiamato Lyrical...