#149- I Tangos de Malaga - Flamenco Chiavi in Mano Podcast
Author: Sabina Todaro
April 30, 2026
Duration: 29:30
Malaga è il porto più grande che si affaccia sul Mediterraneo in Andalusia. Di fronte a questa città ci sono le coste africane, e Malaga è una città di passaggio, di mescolanze: fenici, romani, arabi, catalani... tutto ciò che veniva dall'Africa e anche dalle colonie americane, ad esempio i contadini andalusi che avevano fatto fortuna nelle Americhe e che riportavano con sé nella Madre Patria i propri schiavi preferiti. Malaga era un punto importante di imbarco per le merci, cotone, tabacco, argento, e quindi un punto di contatti culturali, e in definitiva anche di contatti musicali.
Nella città di Malaga la gente povera viveva in contatto nei corralones, comunità di vicini che vivevano in immobili con una parte comune, intorno ad un corral, un cortile. Luoghi di scambi e condivisioni, come in una famiglia allargata.
Due parole per definire cosa siano i Tangos. Ritmi di 4/4 contaminati da un'origine africana (in questo senso anche il tango argentino ha un antenato comune con il tango flamenco!), sia attraverso influenze africane dirette che attraverso le colonie americane. In Spagna arrivano verso metà 800 e sono una sorta di adattamento delle melodie tradizionali andaluse, i jaleos, che però avevano ritmi ternari. E invece il tango è binario! La stragrande maggioranza di melodie di tango flamenco è in modalità flamenca, ma esplorano anche il maggiore e il minore. I tangos de Malaga usano anche la modalità minore: d'altra parte nel flamenco non ci sono regole imperative, ma c'è sempre creatività e influenze eterogenee.
Parlando di tangos de Malaga si deve far riferimento al quartiere popolare del Perchel, e alle fondamentali figure di Piyayo, Pirula e Repompa. Nel Perchel si viveva nei corralones, in cui tutti sapevano tutto di tutti e c'era una grandissima comunicazione, anche fra gitani e non gitani. Il nome del quartiere deriva dal perchel, un bastone sul quale si appendevano i pesci da salare ed essiccare, attività lavorativa che dava da mangiare alla maggioranza degli abitanti della zona.
Rafael Flores Nieto El Piyayo nasce al Perchel nel 1864. Ebbe una vita particolare, di strada, emigrò per un periodo a Cuba, probabilmente nel 1892, dove finì anche in prigione, e lì imparò melodie caraibiche che influenzarono profondamente la sua musicalità. Una volta tornato a Malaga continuò a cantare in maniera del tutto personale, creando dei tangos con sonorità cubane, tangos aguajirados. Morì nel 1940 malato di arteriosclerosi. Non incise nulla, non era senza dubbio qualcuno che volesse costruire sistematicamente qualcosa che dovesse durare per i posteri. Cantava con una "chitarrina appesa con lo spago", come raccontava di lui Antonio Mairena, ma i suoi cantes sono giunti a noi grazie ad alcuni suoi tantissimi "discepoli", in particolare Manolillo el Herraor, Angel de Alora e El Trinitario. Forse la versione più fedele dei cantes del Piyayo è quella di Manolillo el Herrador, che ti faccio ascoltare. Ecco che i cantes del Piyayo arrivano a noi attraverso il tipico sistema del flamenco: di bocca in bocca. El Piyayo resta una figura importante di Malaga, c'è una peña flamenca a lui dedicata, un premio flamenco.
La Pirula, Dolores Campos Heredia, nata al Perchel nel 1915, non ha inciso nulla ma i suoi cantes sono stati divulgati da Enriqueta de la Santísima Trinidad de los Reyes Porras La Repompa, personaggio passato alla storia. Nata nel 1937, morì a soli 21 anni per una peritonite, ma riuscì ad incidere 7 cantes, fra i quali tangos che vengono oggi conosciuti come Tangos de la Repompa, ma in realtà erano della Pirula. La flamencologia di Malaga lo sa, ma quella generale non tanto. I cantes della Pirula e della Repompa sono giunti a noi attraverso queste incisioni della Repompa, e anche attraverso l'opera della Repompilla, Rafaela Reyes, sorella della Repompa e della Cañeta, figlia della Pirula.
I tangos della Repompa sono prevalentemente in modalità flamenca....